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La Frauenkirche, la cattedrale che affascinò il diavolo

Blog 09 Gen 2015

La Cattedrale di Nostra Signora, in tedesco la Frauenkirche, è uno dei simboli di Monaco di Baviera, per via delle sue due alte torri che, con i loro 99 metri, dominano la città.

La Frauenkirche di Monaco

Cenni storici

Edificata sopra i resti di un’antica basilica di origine romanica, venne costruita verso la fine del XV secolo, tra il 1468 e il 1488 in puro stile gotico, secondo il volere di Sigismondo di Baviera. L’imponente struttura in mattoni, iniziata da Jörg von Halsbach ma portata a termine alla sua morte da Lucas Rottaler, colpisce particolarmente per le cupole che sormontano i campanili. Non è ben chiaro per quale motivo non sia stato rispettato il progetto, che prevedeva che queste fossero simili a quelle del Duomo di Colonia, quel che certo è che le cipolle in ottone sono un richiamo per cittadini e turisti.

La cattedrale, che è anche sede dell’arcivescovo di Monaco e Frisinga, rende omaggio a tutti coloro che, nel corso del tempo, hanno ricoperto tale incarico, con l’elenco dei loro nomi in ordine cronologico intorno all’altare maggiori. Nella lista balza subito agli occhi Joseph Ratzinger, ovvero Benedetto XVI, diventato Papa alla morte di beato Giovanni Paolo II. Monaco ha voluto mettere il risalto il suo nome dedicandogli anche un monumento che è posizionato su una delle colonne all’ingresso.

Gli anni difficili della guerra e i lavori di restauro

L’edificio, come la gran parte dei simboli per eccellenza della Germania, duranti la seconda guerra mondiale subì gravi danni a causa dei bombardamenti degli alleati, che non risparmiarono di certo i luoghi di culto dopo la carneficina di Hitler.

I lavori di restauro, iniziati negli anni successivi alla sconfitta tedesca, terminarono nel 1994, quando la chiesa venne nuovamente aperta al pubblico per le funzioni religiose e per le visite.

Il suo interno

Sebbene all’interno l’aspetto della Frauenkirche sia abbastanza severo e i turisti non rimangano particolarmente colpiti dalla sua architettura, numerosi sono gli esempi di arte degni di nota. Primo tra tutti le spoglie del grande Ludovico II di Baviera, l’imperatore capriccioso che fece costruire diversi castelli solo perché si annoiava. Nella cripta, insieme al suo monumento funebre, c’è anche quello di Ludovico il Bavaro, con il sarcofago circondato dalle statue di quattro cavalieri, simboleggianti la guerra e la pace.

Contenute in una cappelle laterale ci sono le reliquie di San Benno, patrono della città, oltre ad esempi di sculture e quadri ad opera di artisti locali, che risalgono al periodo compreso tra il XIV e il XVIII secolo.

Ma l’elemento che desta interesse in assoluto è senza dubbio la strana impronta di un piede su una delle mattonelle all’ingresso, la cosiddetta impronta del diavolo.

La leggenda della Frauenkirche e di Lucifero

Diverse sono le versioni legate alla Teufelstritt, come si chiama in tedesco l’impronta di Lucifero, o Satana, o come si voglia chiamare.

Secondo quanto narra una leggenda, i costruttori sfidarono il diavolo sulla possibilità di costruire un edificio senza finestre. Quando i lavori erano ormai ultimati, ma la chiesa non era ancora consacrata, il demonio, di nascosto, si introdusse all’interno per vedere se aveva vinto o perso. Dal punto in cui si trovava, notò che non c’erano finestre, quindi contento di aver vinto, si lasciò andare in una forte risata, pestando i piedi per la gioia. Con l’impronta del suo sperone, lasciò un segno in terra, tutto orgoglioso, consapevole che una cattedrale senza finestre sarebbe stata pressoché inutile. Ma quando fece un passo avanti, non poté credere ai suoi occhi: vide le finestre, che sono infatti completamente nascoste dalle colonne delle navate. Sentendosi preso in giro, si trasformò in un vento fortissimo con lo scopo di demolire la costruzione, ma invano.

Di questa leggenda esiste una piccola variante: l’impronta sarebbe stata lasciata dopo aver scoperto l’inganno, in un impeto di rabbia.

Un’altra storia racconta invece che, dopo essere entrato nella Frauenkirche, Luciferò gioì perché non vide nessuna finestra. Proprio in quel momento, da una delle grandi finestre laterali, entrò un raggio di sole che lo bruciò, lasciando l’impronta dello sperone sulla piastrella.

Ancora oggi, quando tira un forte vento nei pressi della cattedrale, si pensa sia il diavolo ancora arrabbiato per essere stato truffato.

L'impronta del diavolo

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Krizia Ribotta Giraudo

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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