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La Frauenkirche, la cattedrale di Monaco di Baviera

Blog 22 Feb 2019

La Frauenkirche, conosciuta anche come la Cattedrale di Nostra Signora (Dom zu Unserer Lieben Frau),  è una delle chiese principali di Monaco di Baviera, nonché sede dell’arcivescovo di Monaco e Frisinga.

Frauenkirche, le origini

L’edificio venne realizzato dall’architetto Jörg Von Halspach tra il 1468 e il 1488, per ordine del duca Sigismondo di Baviera. Ultimato da Lucas Rottaler, sorge dove era già presente una chiesa romanica, ed considerato la costruzione più grande della città medievale.

Con il suo maestoso tetto a capanna, la Frauenkirche era stata designata per ospitare 20.000 fedeli, benché la città, all’epoca della costruzione, contasse solo 13.000 abitanti.

Frauenkirche Monaco

Nonostante venne consacrata nel 1494, i due campanili, alti 99 e 100 m, furono dotati della tipica cupola in ottone solo nel 1524, riprendendo il modello del Rinascimento italiano.  Da allora, queste cupole “a cipolla”, come sono state soprannominate, sono l’elemento distintivo di Monaco, nonché uno dei punti di riferimento per sposarsi o darsi appuntamento.

Frauenkirche, l’interno

Sebbene la Frauenkirche all’esterno appare come una struttura severa e lineare, con finestre a sesto acuto che riprendono la forma del portone d’ingresso, all’interno racchiude un vero e proprio patrimonio artistico.

Suddivisa in tre navate con ventidue pilastri ottagonali disposti in ventidue file, nel corso del tempo è stata più volte riarredata, in particolare dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Tra gli elementi più pregiati meritano di essere menzionate le vetrate del coro, realizzate tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400, risalenti all’assetto originario. La zona adibita a coro vanta delle figure degli apostoli e dei profeti sopra gli stalli, di quelle dei santi nella cancellata, e di rilievi dorati di Ignaz Günther con scene tratte dalla vita dei martiri.

Sopra l’ingresso della sacrestia c’è l’Assunzione di Maria, di Peter Candid, datata 1629. Indubbiamente però, il pezzo forte è il monumentale mausoleo di Ludovico il Bavaro, realizzato da Hans Krumper nel 1620 su incarico di Massimiliano I. La tomba dell’imperatore è circondata da quattro guardiani che rappresentano la pace e la guerra.

In una delle cappelle laterali sono presenti le reliquie di San Brenno, il patrono di Monaco di Baviera, e nella cripta sono conservate le spoglie di re Ludovico II, il “re pazzo”.

Come per tutte le chiese, anche per la Frauenkirche è di grande importanza l’organo. Il primo fu installato nel 1491, ed era dotato di due tastiere e una pedaliera completa. Più volte ristrutturato, durante la seconda guerra mondiale andò completamente perduto, e per circa 10 anni la chiesa rimase senza organo. Solo nel 1955 venne iniziata la costruzione di un nuovo strumento, per mano dell’organaro Zeilhuber, che venne utilizzato fino al 1994, anno in cui fu sostituito da un nuovo organo a quattro tastiere ad opera di Georg Jann, che viene tutt’oggi usato.

Frauenkirche, la leggenda del diavolo

Quando la si visita, una delle cose che viene immediatamente all’occhio è una strana piccola impronta vicino ad uno dei tre ingressi. Secondo una leggenda – tutte le guide turistiche terminano la visita proprio con questa storia-, si tratterebbe dell’impronta del diavolo (Teufelstritt), che venne ingannato dall’uomo per volontà divina.

Frauenkirche Monaco - Impronta diavolo

La storia narra che i costruttori della chiesa avessero scommesso col diavolo sulla possibilità di erigere un edificio senza finestre. A lavori ultimati, quando il diavolo entrò in chiesa, non vide nessuna finestra, e sentendo di aver vinto, batté per terra la zampa in segno di vittoria. Fatto un passo più avanti, invece, vide la luce entrare dall’esterno, ma ormai la chiesa era stata consacrata.

Una seconda versione narra invece che il diavolo entrò in chiesa per ridicolizzare la Frauenkirche, perché appunto dal posto in cui si trovava non riusciva a vederle. Avanzando verso la navata si accorse che erano semplicemente nascoste, e  per la rabbia batté il piede a terra, prima di andarsene.

La spiegazione architettonica è che i pilastri sono messi in modo da coprire le finestre e la navata laterale, dando l’idea di pareti continue senza aperture. Per ciò che riguarda l’orma del diavolo, è meno affascinante, ma più verosimile, che un muratore sbadato abbia calpestato il cemento fresco lasciando traccia della sua scarpa.

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Krizia Ribotta Giraudo

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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