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Etimologia di Monaco di Baviera: galeotta fu la birra

Blog 17 Ago 2019

Qual è l’origine dell’etimologia di Monaco di Baviera? Forse non sono molte quelle persone che si chiedono l’etimologia del nome di una città, e magari la maggior parte dei turisti, quando viaggia, è più interessata a scattare le foto ricordo che testimoniano la sua presenza sul posto piuttosto che ascoltare le curiosità, gli aneddoti e la storia che la guida locale racconta.

Ma fortunatamente ci sono anche i più curiosi, che non vedono l’ora di immagazzinare più informazioni possibili sulla città che stanno visitando, e che quindi pongono qualsiasi tipo di domanda, anche quelle che, all’apparenza, possono sembrare banali. Anche se bisogna partire dal presupposto che tutte le domande sono intelligenti, anche quelle che, in realtà, contengono la risposta in sé.

Monastero Tegernsee - Monaco

Spesso non ci si fa caso, o a volte può sembrare assurdo che sia proprio la soluzione sia così ovvia e scontata. È il caso dell’origine del nome di Monaco, la città di re Ludovico II di Baviera. Quanti pensano che l’associazione Monaco-monaco religioso sia banale? E quanti invece pensano che il nome della città abbia a che fare con la Chiesa?

Etimologia di Monaco di Baviera: tra birra e Bibbia

Bene, in un certo senso entrambi hanno ragione: per quanto sia banale, l’etimologia di Monaco di Baviera risale ad un monastero del X secolo. Secondo la tradizione, infatti, durante quegli anni, nei pressi dell’allora monastero benedettino di Tegernsee (oggi Abbazia di Tegernsee o Abbazia Imperiale di Tegernsee), sulle rive del fiume Isar, venne fondato un piccolo insediamento dal nome Muniche, che significa appunto “luogo presso i monaci”.

Nel 1158, poi, Enrico il Leone, duca di Sassonia, fece installare un accampamento militare battezzandolo Munichen, Monacum in latino. Ed è in quello stesso anno che il nome della città è stato attestato per la prima volta, in un documento di Federico I Barbarossa. Egli, infatti, a proposito della Dieta di Augusta, scrisse “FORUM APUD MUNICHEN”, facendo un chiaro riferimento al termine munih, che nell’alto tedesco antico voleva dire “monaco”.

Per capire per quale motivo questa figura era così importante per la città, bisogna sapere che i monasteri erano gli unici luoghi in cui veniva prodotta la birra, tanto che si diceva “andare dal monaco a sentire Bibbia e birra”, per sottolineare che, oltre alle Sacre Scritture, si poteva anche assaggiare quella specialità.

Durante l’epoca medievale, infatti, i servi di Dio erano i custodi del segreto della birra, diventando così gli unici detentori delle conoscenze e delle tecniche di produzione. E gli unici a guadagnarci, in termine di ricavo: preparare e vendere la bevanda era un privilegio della chiesa in generale, che si arrogava quindi il diritto di metterla sul mercato.

Etimologia di Monaco di Baviera: curiosità

E sarà stato per il gusto che riuscì a conquistare tutti in così poco tempo, o per il passaparola tra i nobili della zona, ma la bevanda pian piano iniziò ad acquisire valore, fino ad arrivare a conquistare l’intero Paese e a divenire, ai giorni nostri, parte integrante della cultura tedesca.

Stemma di Monaco di Baviera

Anche per questo, lo stemma della città di Monaco, nella forma che è pervenuta a noi e che risale al 1957, riprende quest’icona religiosa. In seguito alle varie modifiche a cui è stato sottoposto nel corso del tempo, dagli anni ’60 in poi lo stemma è disponibile in due versioni, una grande ed una piccola, entrambe accomunate proprio dalla figura del monaco vestito con la tunica nera bordata d’oro e scarpe rosse. Colori, il giallo e il nero, che richiamano quelli imperiali e che, con il rosso, sono proprio quelli della bandiera tedesca.

Semplice coincidenza o c’è dell’altro? Domanda, questa, legata all’etimologia di Monaco di Baviera, da porre alla guida durante la prossima visita a Monaco di Baviera, magari davanti ad un bel boccale di una bionda. Salute! Anzi, Prost, in tedesco.

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Krizia Ribotta Giraudo

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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